Decolonizzare il design: UED Pescara al Primer Encuentro Internacional in Ecuador
Il processo di internazionalizzazione della UED, iniziato nel 2018, ci ha posto di fronte a diversi interrogativi, in questi anni, e molti di questi interrogativi riguardano il rischio di colonizzazione culturale nel momento in cui si instaura un processo di scambio con una cultura diversa.
Le riflessioni nate da queste domande hanno guidato la preparazione del nostro ultimo viaggio internazionale in Ecuador.
L’invito: Fábrica Imbabura e il Primer Encuentro Internacional de Diseño Ancestral
L’invito a collaborare, ricevuto dall’Academia Internacional Kinjo di Ibarra e dal suo fondatore Bruno Pelagatti Kinjo, ci ha dato l’opportunità di decidere i temi di discussione che avrebbero caratterizzato il Primer Encuentro Internacional de Diseño Ancestral, svoltosi alla Fábrica Imbabura.
Il tema proposto è stato quello della glocalizzazione e della decolonizzazione del design e, nei giorni dell’evento — dal 24 al 26 marzo — ha riscosso un grande riscontro a livello nazionale, coinvolgendo diversi attori e stakeholder e rendendo questo viaggio un risultato straordinario per l’Università Europea del Design di Pescara.
Grammatica dell’Identità: l’intervento UED
I due relatori e docenti della UED, Angelo Bucci e Paolo Diazzi, hanno avuto l’opportunità di presentare una riflessione sul rapporto tra design, identità culturale e mercato globale, una tesi che nasce dalle stesse biografie dei due docenti.
Il titolo dell’intervento, “Grammatica dell’Identità”, sintetizza il nucleo concettuale:
Il design non è uno stile globale da adottare, ma una grammatica tecnica che permette a contenuti culturalmente situati di essere compresi nel mondo senza essere snaturati.
Le voci del territorio: un confronto con le comunità Kichwa
L’incontro ha riunito designer, artigiani, ricercatori, studenti e rappresentanti delle comunità indigene della regione. Tra i presenti, personalità di grande rilievo culturale:
- Mama Estelína Quinatoa, archeologa, antropologa e sociologa di riferimento per la cultura Kichwa di Imbabura
- Maestro Paco Salvador, fondatore di una scuola di danza che fonde tradizioni ancestrali e linguaggi contemporanei
- Juan Carlos Morales Mejía, storico e tra le voci più autorevoli sulla storia e l’identità del territorio
Oltre a loro, avvocati, architetti e studiosi della cultura Kichwa.
Il confronto con queste personalità ha confermato la rilevanza e la tempestività dei temi proposti.
Metodo e partecipazione: strumenti di co-progettazione
La risposta del pubblico è stata di grande partecipazione: abbiamo presentato strumenti di co-progettazione sviluppati per mappare collettivamente radici, potenziale, vincoli e orizzonti di una comunità creativa, accolti come novità metodologica assoluta nel contesto.
Analogamente, un sondaggio interattivo ha generato un coinvolgimento entusiasta, aprendo un dialogo immediato e concreto con i partecipanti agli incontri.
I lavori prodotti durante il laboratorio, ispirati ai risultati del framework di co-progettazione e presentati in una mostra finale, hanno dimostrato come uno strumento metodologico esterno possa essere adottato e reinterpretato in piena autonomia culturale, senza perdita di identità.
UED e il design culturalmente responsabile
Per la UED di Pescara, questa partecipazione rappresenta un passo concreto nel percorso di internazionalizzazione dei propri programmi formativi e di ricerca.
La scuola porta avanti da anni una visione del design come pratica culturalmente responsabile, attenta alla redistribuzione dell’agency progettuale e al rispetto dei contesti locali.
L’Ecuador, e in particolare la realtà di Imbabura, dove la glocalizzazione non è un concetto teorico ma una pratica quotidiana, si è rivelato un interlocutore ideale per questa visione.
Il ritorno: design, antropologia e sovranità culturale
Siamo tornati con la certezza che i confini tra design, antropologia e sovranità culturale sono oggi il terreno più fertile per chi vuole formare designer capaci di operare nel mondo con responsabilità e visione.
Articolo di Angelo Bucci e Paolo Diazzi






















