CHARACTER 2024 - Il Designer bolognese Marco Rambaldi ospite di Glamour

La moda proposta dallo stilista Marco Rambaldi, ospite di Glamour [ il contenitore di eventi promosso dal dipartimento di Fashion Design dell’Università Europea del Design di Pescara ] parla di inclusività, di upcycling, di gender bender e di recupero delle tradizioni artigianali.

Dopo la laurea in Fashion Design allo Iuav di Venezia, Marco Rambaldi vince il concorso Next Generation indetto dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e inizia la sua carriera lavorando per Dolce&Gabbana.

 

Oggi Marco Rambaldi, attraverso il suo brand, propone una visione della moda che si discosta dalla concezione classica.

“Diciamo che il mio brand esce dall’ordinario della moda canonica come la intendiamo noi oggi – spiega lo stilista – semplicemente perché parliamo di un mondo reale, al quale abbiamo cercato di dare voce.
Un mondo fatto di persone che non si sentivano effettivamente rappresentate, che si sentivano escluse dal panorama moda, che ci ha inculcato diversi stereotipi sociali.

Siamo considerati uno dei brand più inclusivi da questo punto di vista perché abbiamo sempre lavorato sia su forme del corpo non canoniche, non stereotipate, sia dal punto di vista del genere, dell’appartenenza sessuale.”

Attraverso la moda si può comunicare un’opinione, ma si può anche sollecitare una riflessione.
“Assolutamente sì. Infatti questo è il motivo per cui abbiamo iniziato con il nostro brand.
La moda è un mezzo molto potente e può far arrivare alle persone messaggi e valori che possono far riflettere e che possono, forse in maniera un po’ utopica, cambiare il mondo e cambiare la società.
Bisognerebbe tornare a una moda più slow e a un prodotto più artigianale, più responsabile che sia anche più sostenibile e che possa essere fruibile dalle persone che non si sentono rappresentate o che non vogliono seguire le etichette create dalla moda.”
È il momento di far cadere anche le etichette legate all’età?

“Assolutamente sì. Abbiamo iniziato facendo sfilare anche donne più adulte. È bene che si vedano corpi diversi ed età diverse. Ogni ruga può raccontare un vissuto, un percorso personale e unico.”

Una piccola anticipazione del tuo prossimo progetto. 

“Adesso stiamo lavorando sulla pre SS 25 che sarà in vendita per i buyer a giugno. Contemporaneamente stiamo portando avanti altri progetti in attesa dello show di settembre.”

Parli al plurale...
“Sì, perché per me il mio team è fondamentale. Nel mondo della moda si tende a parlare al singolare e a mitizzare il singolo, lo stilista.

A me piace parlare al plurale, perché sono fondamentali le persone che lavorano dietro le quinte. Senza di loro niente di quello che facciamo sarebbe possibile.”

Articolo di Emanuela Costantini