
Valentina Carullo
Interior Designer
Corso di Interior Design
UED Family is… Valentina: “Pensavo che quel desiderio non portasse a un lavoro concreto”
Diploma da geometra, una falsa partenza in ingegneria gestionale, il triennio in Interior Design. Oggi Valentina Carullo ha uno studio di progettazione d’interni tutto suo.
Con “UED Family is…” diamo voce a chi la UED l’ha vissuta da dentro. Questa volta parla Valentina Carullo, diplomata al triennio di Interior Design, oggi titolare del proprio studio di progettazione.
La strada che aveva provato a evitare
“Dopo il diploma da geometra avevo dentro il desiderio di arredare spazi che facessero sentire le persone davvero a casa. Ma pensavo che quel desiderio non portasse a un lavoro concreto, e mi buttai su ingegneria gestionale. Dopo poco ho capito che, per quanto avessi provato a non seguirla, quella era la mia strada. Ho trovato per caso la UED sul web: l’ho percepito come un segnale e non ci ho pensato due volte.”
Cosa fa oggi
“Oggi ho il mio studio di Interior Design e mi occupo della progettazione d’interni di ambienti residenziali.”
Cosa le ha lasciato la UED
“La UED mi ha formata a 360 gradi. Mi ha resa più sicura di me e delle mie capacità professionali, ma soprattutto mi ha insegnato a relazionarmi con i clienti nel modo giusto e a organizzare il lavoro senza trovarmi mai in difficoltà.”
Il metodo che si porta dietro
Alla domanda su cosa usa ancora oggi, Valentina non risponde con un software. Risponde con due abitudini.
“La prima: prima di iniziare qualsiasi progetto faccio molta ricerca, sia per trovare l’ispirazione giusta sia per restare al passo. La seconda: l’impaginazione, e il modo cronologico e scrupoloso di presentare i progetti step dopo step, senza mai dare niente per scontato.”
Il ricordo
“L’ambiente armonioso, familiare e creativo che si respirava ogni giorno entrando in UED. La voglia di imparare sempre cose nuove e la passione per ogni progetto: anche quando un esame non ti andava giù, finivi sempre per metterci anima e corpo.”
Dalla tesi allo studio
Il passaggio al lavoro, per Valentina, è cominciato con una richiesta.
“Dopo la tesi avevo già in testa uno studio tutto mio. Ho contattato uno dei miei professori della UED, il prof. Di Lecce, chiedendogli di insegnarmi, di farmi toccare con mano il mondo del lavoro fuori dalla scuola: relazioni con i clienti, sopralluoghi, disegni tecnici, render, rapporti con i fornitori di arredamento. Un anno dopo la tesi ho aperto il mio studio.“
Gli obiettivi
Uno l’ha già realizzato: lo studio. L’altro riguarda il modo in cui il suo mestiere viene percepito.
“Voglio far capire a chi ristruttura, costruisce o semplicemente vuole rinnovare l’arredamento che la figura dell’interior designer è accessibile a tutti — e che è utile: per disporre gli arredi nel modo giusto e per non ritrovarsi a spendere il doppio per un arredamento che alla fine, messo insieme, non piace.”
Sul titolo di studio
“Il mancato riconoscimento MIUR non ha influito in alcun modo sul mio inserimento nel mondo del lavoro.”
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